lunedì 29 ottobre 2012

Il gelo

È arrivato, alla fine, il freddo e si è felicemnte sposato con l'umidità e, insieme, ti entrano nelle ossa e ti intirizziscono fino a farti sentire la mancanza delle forze e di quell'energia che, invece, ti pervade nei periodi belli dell'anno.
Anche il sole si fa pregare di questi tempi, e, comunque, quando appare, non riesce a prendere il sopravvento sul clima rigido che preannuncia implacabile l'arrivo dell'inverno.
Sappiamo che torneranno le rondini e tornerà l'estate, ma nel frattempo siamo costretti a soffrire in silenzio la dittatura del gelo.



lunedì 8 ottobre 2012

Ipotesi

Quando una persona cara ha comportamenti "disallineati" rispetto all'idea che abbiamo di quella persona, ha il sopravvento la reazione istintiva e l'oggetto delle nostre attenzioni viene catalogato fra gli stronzi.
La verità è che età e stress influiscono sul comportamento, al punto che la persona che conosciamo non esiste più, o almeno così sembra, fin quando non ci accotgiamo che l'essere è sempre lo stesso, anche se nascosto bene e il disagio generato da stress e invecchiamento porta a cattivi risultati..

domenica 7 ottobre 2012

Genitori e figli

I figli del Passato sono cresciuti come sono riusciti,  la mancanza del padre è stato, forse, lo scoglio più grosso da superare, la mancajnza della figura da emulare da ammirare e a cui ispirarsi, per poi poterla negare e abbattere al momento dell'autoaffermazione.
Il loro è un caso estremo?  Poco diffuso? Macchè, il mondo è pieno di figli del Passato che sono cresciuti da soli, che hanno sbagliato senza che nessuno li avvertisse di questa eventualità, che si sono confrontati con l'altro sesso all'insegna dell'improvvisazione e del sentito dire.... che hanno intrapreso studi e lavoro senza confronto, né amorevoli pareri, abbandonati a sé stessi.
Non è stato facile, per loro, crescere e avventurarsi nel mondo, così, alla buona, senza una guida senza un controllo. Non è stato facile, è vero, ma non poteva essere diversamente, i figli del Passato erano e sono figli del Passato e. come avrebbe potuto il Passato essere presente

mercoledì 3 ottobre 2012

Giustizia e frustrazione.

Le logiche rivoluzionarie sono molto lontane dagli atteggiamenti del becero populismo di questi tempi, che appare maggiormente determinato dalla frustrazione e dall'invidia del non trovarsi al posto dei fortunati che possono spendere e spandere soldi non loro, facendosene quotidiano vanto, con malcelato disprezzo verso il volgo che li offende adorante.

lunedì 1 ottobre 2012

Abbagli

Se non mi fossi innamorato, non avrei mai scoperto, né saputo che era la persona sbagliata.

domenica 30 settembre 2012

La grande illusione

Quello che appare, non sempre è quello che è, ma è altrettanto vero che non sempre quello che è, appare.
Non è facile orientarsi in un mondo in cui la percezione della realtà è affidata a cinque sensi e quattro dimensioni.
Probabilmente è per questo che riteniamo (spesso presuntuosamente) di avere affinato un sesto senso, che è quello che ci guida in scelte istintive, quando non del tutto irrazionali.
In realtà, se ci soffermiamo un momento sull'analisi terminologica, l'istinto dovrebbe essere quella caratteristica animale che consente di salvaguardarci dai pericoli, ma se conduce a scelte irrazionali, cioè senza una corretta valutazione della loro pericolosità per il nostro essere, è decisamente avversa alle funzioni per cui la natura ce ne ha fatto dono.
È possibile, quindi, che l'anomalia umana, sia sfuggita alle leggi di natura, per creare un mondo che sia reale solo in funzione delle dimensioni e delle percezioni disponibili. Un mondo dimensionato su misura per la conoscenza, o l'ignoranza, che abbiamo a disposizione nel nostro bagaglio, ma che ben poco ha a che fare con la realtà complessiva.
La verità si basa sulle variabili della nostra conoscenza, è quindi molto opinabile considerare di esserne in possesso, a meno di non avere sondato tutte le componenti percettive esterne (o terze), che ci aiutino ad avere una panoramica più ampia di quanto non possa essere quella basata sulle sole nostre percezioni..
Questo porta a considerare un parametro che non era previsto: gli altri. Ma come possiamo appurare se i dati forniti da terzi siano corretti? In effetti, il problema è complesso, entrano in gioco fattori di relazione, poichè ci viene richiesto di fare uso, nel completare una considerazione, di elementi di presunta verità, che noi non abbiamo percepito, ma che provengono da una visione che non ci appartiene e che non sappiamo se riferita alle nostre stesse convenzioni.
La conoscenza deriva dalla capacità dell'individuo di fare tesoro dell'esperienza propria e di quella altrui, sta nei grandi numeri. Purtroppo il percorso è spesso tortuoso e vittima delle paure e delle incertezze che ogni umano deve affrontare quotidianamente, ma non c'è molta altra scelta, a meno che non si voglia correre il rischio di cantonate enormi (peraltro, rischio non escludibile aprioristicamente in ogni caso).
Occorre, inoltre, sottolineare che i grandi numeri partono dai piccoli numeri e i piccoli numeri sono maggiormente vulnerabili dalle paure e dalle superstizioni, oltre che dalla temibile arma del pregiudizio.
Ben poco possiamo fare, questa è la grande illusione.

martedì 25 settembre 2012

Il passato

Può capitare che un incontro fortuito riporti a galla aspetti della propria vita di cui c'è poco d'andare fieri. Quando ci accade si stenta a riconoscerci in quello che siamo stati, ma così è. C'è poco da fare, anzi, pochissimo, per non dir nulla.
Quello che è fatto è storia, elemento immutabile persino nell'interpretazione, i fatti sono oggettivi e i comportamenti che hanno leso qualcun altro in qualsiasi modo, sono non correggibili.
Non ci sono scuse successive, né richieste di perdono, né altro che possa in qualche modo lenire la responsabilità e la colpa che ci siamo assunti nei confronti delle persone che abbiamo colpito. 
Le azioni restano e solo l'esperienza e la maturazione del vivere ci portano a vederle nella luce che loro compete, una luce poco edificante.
Dei sentimenti che restano, a nulla vale il pentimento e l'amarezza che si porta dietro, solo il rimorso di non avere fatto diversamente ci accompagnerà per il resto dei nostri giorni e il rimpianto di non essere stati all'altezza di quello che saremmo diventati.
Non è solo quello che siamo, ma quello che avremmo potuto essere. E se nel passato non siamo stati capaci di rispetto, non ci sono giustificazioni che tengano, solo inutili e dolorose spiegazioni con noi stessi, da portare nel cammino residuo che dobbiamo ancora percorrere.
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