Tutti sanno che il bicchiere può essere considerato mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dell'indole e dei convincimenti di chi lo guarda. Ma se sei piccolo abbastanza da nuotarci dentro e non toccare coi piedi e non arrivare ad arrampicarti sui buoi bordi, il bicchiere sarà sempre troppo pieno.
E mentre ero lì che nuotavo per sopravvivere, ho maledetto il giorno in cui mi sono tuffato senza portare con me il giubbotto di salvataggio o il corpetto in neoprene. Infilarsi in una situazione del genere è da deficienti e io rispecchiavo in toto questa splendida condizione, in cui mi ero reso conto di brillare.
Ero stato giovane, prima allora, e avevo pensato che tutto si potesse gettare dietro le spalle con indifferenza e senza pagare pegno. In verità, avevo avuto il sospetto di sbagliare, ma accumulare errori non è forse l'attività preferita degli uomini, poichè altrimenti non avrebbero, poi, da dedicarsi all'autocommiserazione dei rimorsi e dei rimpianti quando giunga il tempo in cui l'irruenza giovanile si attenua e ci si confronti con curve discendenti, che pensavamo non riguardarci.
Poi accade che gli eventi si susseguano inesorabilmente, a volte coinvolgendoci nostro malgrado, a volte passandoci accanto, e a volte travolgendoti e lasciandoti tramortito.
Il sentire non cambia, è sempre lo stesso, cambiano le situazioni, ma noi siamo sempre quelli e le cose incoffessabili ce le portiamo dentro anche quando, per malcelato pudore, le confessiamo a noi stessi.
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E mentre ero lì che nuotavo per sopravvivere, ho maledetto il giorno in cui mi sono tuffato senza portare con me il giubbotto di salvataggio o il corpetto in neoprene. Infilarsi in una situazione del genere è da deficienti e io rispecchiavo in toto questa splendida condizione, in cui mi ero reso conto di brillare.
Ero stato giovane, prima allora, e avevo pensato che tutto si potesse gettare dietro le spalle con indifferenza e senza pagare pegno. In verità, avevo avuto il sospetto di sbagliare, ma accumulare errori non è forse l'attività preferita degli uomini, poichè altrimenti non avrebbero, poi, da dedicarsi all'autocommiserazione dei rimorsi e dei rimpianti quando giunga il tempo in cui l'irruenza giovanile si attenua e ci si confronti con curve discendenti, che pensavamo non riguardarci.
Poi accade che gli eventi si susseguano inesorabilmente, a volte coinvolgendoci nostro malgrado, a volte passandoci accanto, e a volte travolgendoti e lasciandoti tramortito.
Il sentire non cambia, è sempre lo stesso, cambiano le situazioni, ma noi siamo sempre quelli e le cose incoffessabili ce le portiamo dentro anche quando, per malcelato pudore, le confessiamo a noi stessi.
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