martedì 4 luglio 2017

L'abbandono

Solo un deficiente non si chiede se l'abbandono, quale che sia, possa arrecare più danno o più beneficio.
Non è una questione di mero calcolo opportunistico, ma un utile esercizio per evitare di prendere iniziative di cui ci si possa pentire quando ci si trovi a rifletterne, una volta trascorso l'impulso creativo e distruttivo.
Il tempo non è solo il miglior giudice, è anche il migliore corrosivo di qualsiasi attività umana che, come la letteratura ci ha insegnato, è caduca per definizione.
D'altronde il fisico umano è corrodibile, figurarsi l'animo che non è solo corrodibile, ma anche corruttibile e la corruzione non conosce frontiere, né ostacoli, riesce a forare ogni ostacolo con l'abilità di un supereroe.
Quando si vada a osservare il mare dall'alto di una scogliera, ci rende conto che l'energia è laggiù, insita nel movimento stesso delle onde, ma non sempre possiamo pensare di tornare nel mezzo dei marosi a lottare per una scusa qualsiasi, a volte si può decidere di stare in barca, tirando dentro i remi e affidando la sorte alla Sorte, oppure si può decidere di risalire la scogliera, ben sapendo che questo comporterà l'abbandono della barca, che proseguirà comunque le sue peripezie anche senza di noi.
Questo è il senso dell'abbandono, in una e cento delle sue manifestazioni.
Così vanno le cose del mondo, vanno con noi e senza di noi, mentre noi, senza di noi, non andiamo da nessuna parte.

lunedì 26 giugno 2017

"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E' l'invasione degli imbecilli". (Umberto Eco)

E infine, l'aristocrazia intellettuale si rese conto del danno che era insito nel progetto "democrazia", ma solo quando il tempo dei rimedi era trascorso. 
Avere improvvidamente concesso libertà di parola e di pensiero a chi non era in grado di elaborare e articolare né l'una né l'altro, aveva portato al baratro che era secondo solo a quello a cui aveva condotto un'economia avida e senza testa.
Un esempio nefasto a cui può condurre solo l'assenza di capacità progettuale di lungo respiro, che porta a soluzioni ispirate a una faciloneria di maniera, divenuta paradigma programmatico di troppa pessima politica.
Il quadro è desolante, specie se considerato nella consapevolezza che niente sarà come prima e che è inimmaginabile il percorso a cui questa insipienza ci condurrà.
Coloro che ripongono speranza in populisti rabberciati il cui impegno progettuale più significativo e di larghe vedute, può condurre alla scelta del film della serata, si rassegnino, non si esce dal labirinto senza il filo di Arianna e tale filo va tessuto con pazienza e umiltà, cosa che manca a ogni maggioranza.
Se la storia ci ha portato un insegnamento, come il buon Gramsci sosteneva, questo è che il popolo è nemico di sé stesso e della sua stessa nazione. Il popolo può indicare una strada sul filo di concetti di massima, poi sta all'aristocrazia intellettuale trovare i modi migliori per perseguire l'obiettivo generale e  ricondurlo a soluzioni adatte allo specifico. Rincorrere il favore popolare su singoli temi porta al caos che tutti viviamo.



domenica 18 giugno 2017

E poi ci sono quelli che

Quelli che i migranti e i 35 euro,
quelli che il bonus bebè dato a tutti,
quelli che il reddito di cittadinanza,
quelli che riducono le tasse,
quelli che no allo ius solis, italiani si nasce,
quelli che la difesa è sempre legittima,
quelli che la polizia non ha mezzi,
quelli che mettiamo le tasse sui consumi
quelli che lo dice la scienza
quelli che la scuola è al primo posto
quelli che gli statali non hanno il contratto rinnovato
quelli che rimpatriamo i clandestini,
quelli che la costituzione è sacra,
quelli che si tagliano gli stipendi
quelli che la certezza della pena,
quelli che e allora il PD, o FI, o 5S, ecc. ecc.
quelli che il governo che fa?
quelli che bel altri sono i problemi
quelli che dormono nelle auto,
quelli che non arrivano a fine mese,
quelli che la mafia non esiste,
quelli che vohliono il lavoro sotto casa,
quelli che servono lo stato,
quelli che non servono a niente,
quelli che si suicidano per la crisi,
quelli che equitalia va chiusa
quelli che non pagano le tasse,
quelli che cosa votavi fino a ieri?
quelli che sono tutti ladri,
quelli che sono honesti,
quelli che il ministro non ha la laurea,
quelli che non hanno mai colpa,
quelli che hanno sempre ragione specie quando hanno torto,
quelli che i terremotati non se li ricorda nessuno.


da continuare.

sabato 17 giugno 2017

Il colpo a segno

Lo avevo studiato per molto tempo, non era facile, ma non impossibile, se ben organizzato.
La gioielleria era in un quartiere popolare, con collegamenti articolati, che garantivano eccellenti vie di fuga, l'orario quello di chiusura, è una scelta obbligata, il moento in cui ci sono i soldi in cassa e quello in cui l'attenzione cala un poco, a causa della giornata lavorativa appena passata.
Eravamo in tre, io e Carlo, incaricati del prelievo e Gianni che si sarebbe occupato di procurare l'auto e portarci via di lì con le borse piene.
Era arrivato il giorno, Gianni si presenta con una Panda.
Una Panda? ma stiamo scherzando? e dove è finita quella bella tradizione in cui ci si presentava al lavoro con delle Alfa Romeo, o delle BMW o delle Mercedes? Una Panda, segno della decadenza dei tempi e degli antifurto sempre più sofisticati, che rendono il lavoro complicato.
Partiamo, nessuno parla, tutti rivediamo con la mente il piano prestabilito e ci avviciniamo al luogo del colpo.
Eccola lì, sono le sette e venticinque, ci siamo, guardo Carlo, insieme scambiamo un'occhiata d'intesa con Gianni, controlliamo le armi e via, si va in scena. 
Suono il campanello, l'orefice, un omino sorridente, anziano mi guarda e decide di aprire la porta all'ultima possibile vendita della giornata, sarà una passeggiata. 
Apro la porta e Carlo irrompe subitro dietro di me con la pistola spianata, anche nella mia mano compare una SIG come per incanto, grido all'ometto gentile e anziano di mettere i soldi e i gioielli nella borsa che appoggio sul bancone.
Carlo è oltremodo agitato dallo spavento che esterna la signora, certamente la moglie del nostro gioielliere, le agita la canna brunita sotto il naso, intimandole di tacere e stare buona, ma quella urla..... parte un colpo, che per fortuna non colpisce nessuno, ma la signora, a quel punto, strilla come un maiale al mattatoio, è evidentemente terrorizzata..
Urlo qualcosa a Carlo, senza rendermi conto che qualcosa si è magicamente materializzata nelle mani del gentile e anziano omino, un qualcosa che emette una fiammata nella mia direzione e mi sposta di un metro,,,, non ho tempo, né forze per reagire  Un'altra fiammata nella direzione di Carlo che guadagna la porta e scompare dalla mia vista, mentre io cado in ginocchio e poi a terra, sdraiato senza più forze, mentre tutto si spegne.
Non era questo il colpo che doveva andare a segno, almeno non lo era nella mia mente.


domenica 28 maggio 2017

Il popolo degli onesti

Ma come? se la prendono col TAR? ma come si permettono? sono loro che hanno sbagliato, hanno fatto una cosa contro la legge..... e via dicendo.
Scopriamo che il popolino italico conosce bene le Leggi e le osserva col massimo rigore e rispetto. Perchè, contrariamente a quanto si pensi, l'italiano fa tutto nelle regole.
Sì, lo so, ci sono alcuni millantatori che insinuano che il nostro sia un popolo di ladri, di evasori, di disonesti, di opportunisti, di menefreghisti, di truffatori, di individualisti..... ma è sotto gli occhi di tutti che è falso.
Certuni si sono persino inventati che ci sono ampie fette di territorio controllate dalla malavita organizzata. Ma per favore, organizzata da chi? Ma non diciamo panzane.
In effetti la classe dirigente di questo Paese non lo rappresenta proprio, loro non osservano le leggi, noi sì, loro si comportano male, noi no.... noi siamo tutti dei candidi fiorellini, loro sono biechi e corrotti.
Noi rispettiamo le file, non lasciamo l'auto sulle piste ciclabili o nei parcheggi dei disabili, noi non ricorriamo agli amici per ottenere favori e agevolazioni, noi paghiamo le tasse fino all'ultimo centesimo, osserviamo scrupolosamente i limiti di velocità..... cosa c'entra col Tar? Nulla, c'entra con la forma mentis di un popolo, un popolo che ha solo diritti e nessun dovere un popolo di onesti fino a quando non si presenta l'occasione buona, un popolo che disprezza la cultura del lavoro, ma apprezza tantissimo quella dello stipendio fisso.
Ma un sano attacco di diarrea a questi soloni della perfezione non viene mai?

venerdì 26 maggio 2017

Il moralismo degli altri.

In un programma di livello culturale adeguato alla maggioranza del popolo italico, "I pacchi", il conduttore, l'attore Fabio Insinna, ha apostrofato in modo poco educato una concorrente, durante un "fuori onda". 
La malasorte ha voluto che una "talpa" abbia fatto pervenire questo materiale della RAI a Mediaset, più precisamente a "Striscia la notizia", diretta da Antonio Ricci, noto programma pseudo giornalistico, basato su scandali e scandaletti, che possano far indignare i moralisti de noantri, sempre così severi cogli altri, quanto permissivi con sé stessi.
La cosa è, chiaramente, finita sui social, bacheca mediatica dell'idiozia umana nella sua peggiore manifestazione, ed è cominciata la lapidazione virtuale del reo da parte di una plebe che non avendo un Gesù che li invitasse a scagliare la prima pietra, ove fossero stati senza peccato, ha riversato sul malcapitato Insinna alcune tonnellate di materiale.
Dal tono di alcuni interventi che si sono letti in giro sull'argomento ben si percepisce la tipologia di moralismo che avvolge le nostre vite. È quello verso gli altri, che devono essere candidi, cioè come noi vorremmo essere e non siamo.
Non è una cosa di ora, sbattere il mostro in prima pagina per esporlo al pubblico ludibrio è pratica che la nostra società utilizza da tempo, forse anche da prima che io nascessi.
Potremmo parlare della relazione extraconiugale del povero Fausto Coppi, che fu infangato in tutti i modi possibili; potremmo rammentarci che Mina fu allontanata dalla RAI per un figlio avuto da nubile e tutta Italia era lì a puntare il dito invidioso per condannare.
Questo, che ci piaccia o meno, è il popolo italiano. Ricci lo sa perfettamente e sguazza dentro la volgarità di questo moralismo becero che abbraccia tutto, dalla politica, alla scienza, all'arte alla vita sociale.
Potremmo ricordare l'affettuoso "culona" riservato alla Merkel da Libero, oppure il tenero "Vecchia puttana" che un noto leader politico riservò alla fortunata Levi Montalcini: per tacere delle sfuriate di un noto politico e studioso d'arte.
Un imbarbarimento che ha avuto dei cattivi maestri, molti dei quali genrati dalla TV commerciale, che nel mare dello scontro in televisione ha fatto crescere una legione di personaggi volgari,
Tutti si sentono lesi, privati di qualcosa che non appartiene loro, ma è facciamo finta che. Tutti devono metter bocca anche in cose che non sanno e non capiscono, pur di manifestare coram populo il loro inutile e sciocco moralismo ipocrita.
Una società ben rappresentata da Orwell in 1984, ma che forse neppure lui avrebbe potuto immaginare così puntualmente realizzata.

lunedì 22 maggio 2017

Le Repubbliche Marinare.

Nelle antiche Repubbliche Marinare il potere si esercitava per mezzo di un sistema bicamerale:
i due remi del parlamento.