lunedì 27 febbraio 2017

Impressioni di febbraio

Che Renzi sia un buon venditore lo abbiamo scoperto tutti, se possibile, per certi versi, anche più abile di Berlusconi, ma già il suo trono vacilla e i contendenti sono additiyyuta due, Di Battista e Di Maio.
Ma il sanguigno Dibba (come lo hanno ribattezzato i suoi estimatori) convince fino a un certo punto, nel senso che forse nemmeno lui crede fino in fondo alle mezze verità che si trova a dover snocciolare.
Altra classe è il Di Maio, che riesce a mentire e dire la verità con la stessa disinvoltura, non sappiamo, al momento, se riuscirà a superare il fortissimo Renzi, ma certo che in tre anni è diventato un contendente credibile, quando non pericoloso.
I record, si sa, sono fatti per essere battuti.


p.s. - Questa considerazione nasce dall'odierno proclama del vicepresidente della Camera, nel salotto della sua conterranea compiacente Myrta Merlino, in cui il nostro aspirante lider maximo si è lanciato in due affermazioni interessanti.

L'abolizione dei privilegi dei parlamentari potrebbe passare attraverso una Legge dello Stato a firma del PD Richetti, ma la sua considerazione è che se il PD vuole quella legge lo dimostri votandola, loro non la voteranno. Ergo, le Leggi o le facciamo noi che siamo i più bravi di tutti, o non le votiamo, con buona pace del merito delle cose. In compenso, quelli del PD e delle altre forze dovrebbe votare le proposte dei dipendenti della Casaleggio, per dimostrare di essere davvero interessati al cambiamento.

L'accordo per lo stadio della Roma è tale e quale a quello respinto dalla giunta Marino, perchè favorevole in modo eccessivo ai costruttori. Questo è evidente a chiunque abbia rapportato in modo laico i due progetti. Il tono canzonatorio con cui il Nostro afferma che è ben felice del risultato raggiunto c che è favorevole a quell'intesa, precisando che le critiche vengono da chi aveva messo la capitale in mano al malaffare, che valenza possono avere. Ahimè, tutti sappiamo che Marino ha fatto poche cose, perchè insadeguato al pari dell'attuale sindaco m5s, ma quelle che ha fatto sono buone e sappiamo che ha cercato di contrastare il malaffare, non a caso PD e M5S si sono dati tanto da fare per farlo saltare.

Ma il problema non è tanto il Vicepresidente della Camera che fa il mestiere suo, quanto di tutto quel popolo che pende dalle sue labbra, in totale mancanza di spirito critico. 


venerdì 24 febbraio 2017

La morte della morte

"Non serve colpirla nel cuore, perchè la morte mai non muore" così recitava il genovese Fabrizio De Andrè in una delle composizioni della prima parte della sua fortunata carriera. 
La convinzione era che la morte si presentasse all'improvviso, senza alcun genere di avvertimento, per portarsi via la vita del predestinato e  ridurlo così a semplice pupazzo inanimato.
Ma sarà vero che la morte non muore?
La morte della morte significa necessariamente supremazia della vita? esistono forse stadi intermedi?
Il fatto è che ne sappiamo poco. La morte è per noi un fatto luttuoso che interrompe quello che ci viene descritto come un dono che consiste nel poter essere in contrasto con l'armonia del cosmo, grazie alle 14 contrazioni diaframmatiche al minuto, che ci consentono di immettere aria e dare respiro all'attività vitale del nostro corpo.
Se partiamo dall'assunto che l'armonia col Tutto si ha solo dopo la morte, ne possiamo dedure che il Tutto è la morte e non Vita come ci è stato insegnato per secoli.
Quindi la morte è il Tutto, la pianificazione del Tutto e la fine del contrasto atavico fra vita e morte.
La sconfitta della morte, avviene, quindi, attraverso le opere che si lasciano su questa terra, acché l'oblio non ci travolga qualche mese dopo la nostra dipartita.
La domanda è: possono le opere dell'Uomo sconfiggere la morte?
La risposta impulsiva ci porterebbe a rispondere positivamente alla domanda, in realtà se guardiamo nel profondo, molte opere rimaste a noi nel corso dei secoli, sono state prodotte da qualcuno il cui nome viene memorizzato attraverso la sua opera, ma non certo la persona.
Di Michelangelo sappiamo poco, se non quei pochi tratti del carattere legati alla sua arte e questo deve bastarci e ci basta. Ma sarebbe bastato a lui? probabilmente no, la vanagloria che troppi si portano dentro non è elemento sufficiente a sconfiggere la morte.
Resta quindi da chiedersi cosa la può uccidere.
È un interrogativo senza risposta, ma è possibile che in un universo polidimensionale, la morte non sia che un elemento di passaggio fra mondi diversi, che viene uccisa ogni qual volta si ricreino i presupposti per un contrasto col Tutto della dimensione alla quale si faccia riferimento.


mercoledì 22 febbraio 2017

Sarò il sindaco di tutti

Così disse il primo cittadino, finché non si schierò al fianco della corporazione dei taxisti, a cui riconobbe il merito di avere bloccato la città per sei giorni, creando disagi a profusione ai cittadini meno importanti.

Il centro del mondo

Alla fine è proprio così; "ognuno vive dentro ai suoi egoismi, vestiti di sofismi e ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali"
Citare Guccini fa tanto cultura popolare, quello che ci vuole in tempi come questi, tempi in cui il popolo scende nelle piazze, si abbandona al pressapochismo e minaccia fisicamente i centri del nemico, reo di avere opinioni diverse dalle sue.
Questi sono i tempi, queste sono le situazioni e questo facciamo quotidianamente per sentirci meno inutili e meno insignificanti di fronte a una vita che ci schiaccia.
Ognuno è il centro del suo mondo, del quale, però, non è il Demiurgo e, quindi, non può decidere delle posizioni dei pianeti e degli astri. Ognuno può decidere solo per sé e rassegnarsi alla "busca", solo il caso darà le carte, che potranno essere buone o meno, ma quelle saranno e ce le dovremo far piacere.
Il resto è divertimento, ma meglio sarebbe che fosse noia.

lunedì 20 febbraio 2017

Le fusioni

Le grandi nazioni, i grandi partiti, le grandi organizzazioni nascono quando i popoli decidono di unirsi con uno scopo e un obiettivo comune; quando, di contro, lo decidono i vertici difficilmente si ottiene un risultato positivo e, soprattutto, duraturo.

domenica 19 febbraio 2017

Il cretino

Tanto per chiarire subito da che parte sto, devo raccontare una favola, una storia di pura invenzione che narra di un uomo vilipeso da madre natura che gli donò grande quantità di furbizia e opportunismo, ma non fu altrettanto generosa per quanto attiene intelligenza e capacità di comprensione.... questa è la sua storia.

Un cretino calzato e vestito, non sapendo come impiegare il tempo e i soldi che aveva accumulato in modo non sempre legale, cominciò a sostenere che, nell'elaborazione di un'idea di società, i concetti di destra e sinistra erano da considerare superati, vecchi, cotti e stracotti e che occorreva, quindi andare oltre, già andare oltre.
 Ma andare dove? Quale modello, sogno, visione di società futura il cretino aveva nella sua mente, ammesso che  in mente ne avesse uno?
Questo era il vero problema, andare purché fosse, andare dove andavano le masse, che sono ondivaghe per definizione, improvvisare una qualsivoglia parvenza di società purchè fosse, invece di guidare un popolo verso un progetto condiviso dai più.
E i sogni hanno una loro precisa collocazione, sono per definizione ipotesi da realizzare, con la calma e la determinazione necessarie, ma hanno un posto nell'arco delle idee e posso fare riferimento ai due grandi temi della Rivoluzione Francese: Libertà e Ugualianza, rispettivamente da sempre linee guida della destra il primo, della sinistra il secondo.
Quale modello avrebbe seguito il cretino?
Qui nasce il problema, lui e tutti quelli che lo stavano ad ascoltare, quasi fosse un novello Messia, non sapevano neppure cosa fosse la Rivoluzione Francese, o pensavano, sbagliando, che fosse una cosa lontana, da vecchi, che non aveva alcuna attinenza con il mondo d'oggi.
Il cretino aveva fatto dell'ignoranza un valore e dell'approssimazione un merito e questo lo aveva reso molto popolare, al punto che tutti quelli che avrebbero dovuto trovare idee e soluzioni per la società, cominciarono una corsa di appiattimento sulle posizioni demenziali del cretino, per cercare di trarne tutto il vantaggio possibile.
Fu un pessimo periodo per tutti, perchè il confronto fu devastante, il cretino, sul suo terreno, era molto più forte di tutti quelli che cercavano, invano, di contrastarlo.
Le cronache del tempo non ci dicono come la storia finì, anche perchè, trattandosi di storia di fantasia, non trova confini da nessuna parte.


venerdì 17 febbraio 2017

Ci risiamo

L'orda dei privilegiati, appartenenti a categorie (corporazioni, direi meglio) non perdono occasioni per scagliarsi contro qualsiasi intervento atto a togliere i privilegi di cui, indegnamente, usufruiscono da decenni.
Questo è, ci sono Corporazioni che non vogliono in alcun modo cedere il loro potere ingiustificato.
Ne abbiamo visti tanti, nel corso della vita, i macchinisti dei treni, capaci di ricattare il Paese per anni interi, i piloti di linea dall'infinita arroganza, unitamente al personale di volo, le Società monopoliste di vario genere che hanno strrenuamente lottato contro qualsiasi genere di liberalizzazione e quando questa è divenuta inevitabile, sono passate al contrattacco, cercando di fare cartello. Abbiamo visto tutti com'è finita.
Finià anche questa, finiranno i privilegi delle Corporazioni, quelli stessi che si meravigliano dei privilegi di altri che non appartengano alla loro setta.
Per intanto i taxisti assediano il palazzo del Governo, reo di avere messo in pericolo le loro prebende.
Succedeva così anche ai tempi della Buonanima.