Siamo certi che in questa stanza ci stiamo tutti? Lo chiedo perchè la mia intelligenza occupa tantissimo spazio.
domenica 23 ottobre 2016
martedì 18 ottobre 2016
Musica
"La musica balcanica ci ha rotto i coglioni,
è bella e tutto quanto ma alla lunga… rompe i coglioni"
"Il complesso cileno affisso sul muro promette spettacolo, un colpo sicuro.
"Non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese,.
neanche la nera africana."
La musica andina, che noia mortale, sono piu` di tre anni che si ripete sempre uguale"
"io non capisco perché tutti quanto continuano insistentemente a suonare questa musica di merda"
Grazie a Elio e le Storie Tese, Franco Battiato e a Lucio Dalla
"Il complesso cileno affisso sul muro promette spettacolo, un colpo sicuro.
"Non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese,.
neanche la nera africana."
La musica andina, che noia mortale, sono piu` di tre anni che si ripete sempre uguale"
"io non capisco perché tutti quanto continuano insistentemente a suonare questa musica di merda"
Grazie a Elio e le Storie Tese, Franco Battiato e a Lucio Dalla
venerdì 14 ottobre 2016
La meta prima del navigatore
Non sapevo quale fosse la direzione da prendere e non c'era nessuno nei paraggi.
Decisi di sedermi su una delle pietre angolari che sorreggevano l'architettura della mia vita, per poter meglio pensare al modo di uscire dal quel cul de sac in cui mi ero, più o meno volontariamente, infilato.
L'ombra di un pensiero mi aiutò a capire da che parte provenisse la luce e in quella direzione mossi i miei passi incerti nella loro apparente sicurezza. Non so ancora se arrivai da qualche parte, il fatto certo è che ancora cammino e la meta cambia in ogni istante, come se la direzione fosse una certezza instabile e variasse col variare della luce e dell'ombra dei pensieri.
martedì 11 ottobre 2016
Il buonismo e l'imbecillità.
Mi sono chiesto frequentemente come possa essere definito il "buonismo" neologismo idiota coniato per identificare coloro che non condividono atteggiamenti squadristi nei confronti dei diversi. Diversi da chi? Non saprei, diversi e basta, che poi siano finocchi, negri, disoccupati, oppositori, o altro ancora non è dato di approfondire.
Dopo una lunga riflessione "buonista" sono arrivato alla conclusione che sono buonisti coloro che ritengono che le decine di migliaia di morti nel Mediterraneo (solo nel 2016 siamo già a 3.000) siano un prezzo eccessivo che l'umanità tutta sta pagando e che tutte le politiche di contrasto, e perchè no, di affondamento delle barche piene di disgraziati, siano argomenti che solo dei cretini possono porre in essere.
Chiunque sostenga il tema del respingimento, abbia il coraggio di imbracciare le armi e provvedere direttamente acché legioni di affamati non sbarchino più sulle nostre coste. Abbia il coraggio di ucciderli e di guardarli in faccia mentre muoiono.
sabato 8 ottobre 2016
Si può vivere sui social?
Non ho letto Eco nel suo scritto in cui afferma che internet ha dato voce a legioni di imbecilli, ma penso che sia difficile porsi in antagonismo con questa affermazione.
La realtà è che in rete, per tutta una serie di motivi, ciascuno si sente depositario della verità rivelata e fin qui nulla di male, solo una umana esternazione della vanagloria che ci contraddistingue come esseri viventi; ma quel che è più grave e che ciascuno si senta autorizzato a divulgarla e difenderla strenuamente con ogni mezzo, non escludendo l'insulto quale tattica prediletta per l'annientamento del nemico.
In sintesi, i social network riescono a valorizzare il peggio che c'è in ognuno di noi, dando vita a un serraglio che alla lunga diventa difficilmente sopportabile.
Gli argomenti sono i più disparati, dalla cucina alla politica, allo sport, al costume. Fatto sta che ogni cosa diventa divisiva e conduce a demonizzazioni nel più idiota dei modi.
Oggi ho cancellato il mio account Facebook, l'impatto con l'insulto su qualsiasi cosa lo trovo oltremodo doloroso e inconcepibile.
Mi verrebbe da dire a tutti questi esaltati da stadio "vieni a dirmelo in faccia, poi ti do io qualcosa in faccia".
Appare nella sua più sconcertante evidenza che tale atteggiamento solleverebbe fiumi di sdegno da parte degli estimatori tout court del rifiuto della violenza.
Posso essere d'accordo con costoro?
È evidente che non posso. La parola è un oggetto sacro e va usato con molta attenzione e discernimento, le parole in libertà rischiano diesacerbare gli animi, quando poi ai concetti stupidi si accompagnano insulti gratuiti, be', allora l'unica cosa da contrapporre è un po' di sana e dolorosa (per chi la riceve) violenza, in modo che l'imbecille di turno si renda conto che il pensiero di un essere adulto differisce in modo considerevole dai pensierini che la maestra ci faceva comporre nel primo ciclo di studi.
Tutto ciò porge il fianco a una critica automatica: chi sei tu per ergerti sopra gli altri e stabilire cosa sia bene e cosa sia male?
È vero non sono nessuno, sono semplicemente una persona che si sforza di ragionare con la propria testa e, a volte, ci riesce ai limiti della sufficienza minima. Ma posso difendere il mio diritto a non essere insultato perchè la penso diversamente da qualcun altro e stabilire che non voglio tollerare che il dileggio e la denigrazione siano divenute l'unica arma dialettica che i più usano per argomentare le proprie sterili tesi.
Allo stesso modo, mi arrogo il diritto di richiedere un'ordalia a coloro che giudicherò cretini oltre il limite consentito dall'umana sopportazione. Sarà il giudizio di Dio a stabilire il torto e la ragione.
sabato 13 agosto 2016
Referendum? No grazie.
Perchè votare al referendum?
Le ragioni del Sì sono sostenute da Renzi, il nuovo che avanza, che apre, tuttavia, una procedura pericolosa, quale è quella di fare una cosa di questo genere senza il necessario confronto con le opposizioni e scegliere la rischiosa strada del referendum confermativo popolare.
Diciamolo subito, le modifiche della Costituzione sono scritte male, in modo poco chiaro e troppo articolato per essere parte della Carta di una Nazione, ma questo è, ci sono aspetti buoni, altri cattivi, ma complessivamente la proposta è comprensibile.
Su questo si dovrebbe ragionare.
Chi è favorevole dice che chi vota contro vuole lasciare inalterate le cose e continuare a mantenere una nazione ingovernabile, un Parlamento doppione e dei costi altissimi.
Argomentazioni risibili e smantellabili almeno in parte con un po' di buona volontà, ma non per la bravura dell'interlocutore, ma per la scarsa preparazione di chi il SI difende con slogan e frasi fatte.
Chi è contro si divide in due fazioni, quelli che votano contro a prescindere e quelli che votano contro Renzi, nessuno che entri nel merito delle motivazioni che dovrebbero indurre a votare NO.
Questo è il punto della questione, siamo arrivati all'assenza di ragionamento, come abbiamo già tristemente constatato, si parla per slogan e per partito preso.
Pochi giorni fa, il vate della rivoluzione nelle urne, Grillo Giuseppe da Genova, ha dichiarato che l'elettore deve far prevalere l'istinto primordiale (sic) e votare dopo aver guardato in faccia chi propone la riforma.
La profondità dell'argomentazone si commenta da sola e se tanto mi dà tanto, anche guardare in faccia chi vota NO, non mette allegria, così, tanto per dare un assaggio potremmo citare Gasparri, Santanchè, Scilipoti e Razzi, per tacer di Giovanardi e Mussolini, insomma, anche Dibba e Di Maio si trovano in un'allegra brigata di farabutti.
Ora che abbiamo visto le orde schierate per le due risposte, forse è meglio comprensibile il perchè del non voto a questa ennesima manifestazione di forza della dittatura in atto nel nostro povero e martoriato Paese: le destre (fascista, neoliberista, sociale, conservatrice e quant'altro) si sono dati appuntamento sotto le due bandiere del sì e del no, in modo da monopolizzare l'evento.
Se fossi costretto, non voterei SI, perchè non piace quello che sta scritto sui fogli.
Se fossi costretto non voterei NO, perchè non posso in alcun modo accomunare il mio voto a quello dei liberticidi di questo Paese, purtroppo in maggiornaza.
Non sono costretto e quindi resterò alla finestra a guardare il minuetto che balleranno tutti questi figuri, compresi quelli che si "tagliano lo stipendio", ma non le diarie e i rimborsi e i finanziamenti.
Dinastie
Dopo la dinastia Ming, la grandezza dell'Impero è andata scemando.
Ora è il momento della dinastia dei Minghioni.
Ora è il momento della dinastia dei Minghioni.
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