Siamo certi che in questa stanza ci stiamo tutti? Lo chiedo perchè la mia intelligenza occupa tantissimo spazio.
venerdì 7 agosto 2015
Potere
Chi pensa di avere controllo o influenza sullo svolgimento degli
eventi,si rassegni, il Caso muove come pedine lo svilupparsi dei fatti e
fa sì che le cose si realizzino a proprio piacimento secondo il suo
umore.
La felicità
Il concetto di felicità è di per sé volubile e volatile, per quanto ognuno lo vorrebbe solido e duraturo.
La felicità si calibra sulle specifiche dettate da ciascuno e a queste cerca di adattarsi nei limiti, comunque, della propria essenza aleatoria, di cui, però, sembra che nessuno voglia tenere conto.
Il concetto di felicità, come la felicità medesima è un attimo, una particella spazio temporale che dura quanto un click.....e non è detto che lo scatto di un meccanismo di precisione non riscaldi il cuore, oltre che la canna.fumante della pistola
(grazie a John Lennon per essere esistito)
La felicità si calibra sulle specifiche dettate da ciascuno e a queste cerca di adattarsi nei limiti, comunque, della propria essenza aleatoria, di cui, però, sembra che nessuno voglia tenere conto.
Il concetto di felicità, come la felicità medesima è un attimo, una particella spazio temporale che dura quanto un click.....e non è detto che lo scatto di un meccanismo di precisione non riscaldi il cuore, oltre che la canna.fumante della pistola
(grazie a John Lennon per essere esistito)
sabato 1 agosto 2015
Attimi
Un attimo prima la superficie era intatta.
Questione di attimi.
Un attimo dopo un click impercettibile, un foro sulla siperficie e un fiotto di fluido rosso che si espandeva con inaspettata forza verso l'esterno.
Il prima e il dopo, regola base di tutte le cose.
Il terribile e definitivo sistema binario che decide il tutto.
In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In
Questione di attimi.
Un attimo dopo un click impercettibile, un foro sulla siperficie e un fiotto di fluido rosso che si espandeva con inaspettata forza verso l'esterno.
Il prima e il dopo, regola base di tutte le cose.
Il terribile e definitivo sistema binario che decide il tutto.
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OUT
mercoledì 17 giugno 2015
Nostalgia?
I segni del tempo sono solo quelli che caratterizzano la nostra fisionomia col passare degli anni, o qualcosa di diverso scolpisce la nostra mente e ci fa vedere i profili degli eventi attraverso occhi che hanno muitato in modo inesorabile la loro capacità di elaborazione?
E perchè, a un certo punto pare che il passato sia migliore del presente? Molti spiegano il fenomeno affermando che il tempo trascorre e sbiadisce i ricordi cattivi, mentre colora in modo vivace quelli positivi, che restano, quindi, nella memoria, come verità assoluta.
Il fatto che mi ha spinto a pensare è stata una manifestazione molto suggestiva che si svolge una volta l'anno in città, nell'occasione del festeggiamento del Santo Patrono Ranieri Scacceri.La sera della viglia della festa, i profili dei palazzi che si affacciano sul fiume, vengono marcati con delle strutture in legno (biancheria) in cui vengono collocati lumini di cera accesi, dando origine a uno spettacolo che definire suggestvo è poco. I miei ricordi di ragazzo scellerato riportano un relativo silenzio, per quanto potesse essere silenziosa la folla che si riversava sui lungarni per ammirare la città, in attesa dello spettacolo pirotecnico, che si chiudeva coi tre colpi tanto somiglianti alle salve di cannone.
Nulla a che vedere con l'attuale manifestazione, accompagnata dal fastidioso suono dela discoteca privata, di cui ogni esercizio commerciale ha ritenuto di doversi dotare.
Il brusio della folla che passeggia sui lungarni è un soffio rispetto al ritmo pulsante della musica che ciascuno propone davanti al proprio negozio.
Una scelta musicale degna delle sale da ballo (una volta si chiamavano così) della Versilia.
La folla si è riempita di giovani sempre più ubriachi, quando non "stonati" da altro.
Uno potrebbe pensare a un eccesso di moralismo, non lo è. Per quanto mi riguarda, ognuno, quando fa sul suo, si può anche buttare nel fiume e scegliere se affogare o tornare a riva.
No, è che si è snaturato il significato profondo dell'evento, che ha perso il suo fascino originario, per trasformarsi in fiera paesana, perlatro venuta male, perchè non viene proposto il gioco del porcellino.
È vecchiaia? È nostalgia? È rabbia o dolore per il tempo che passa?
È che il passare del tempo cambia le cose e cambia anche le nostre capacità di percezione e la nostra capacità di condivisione.
Lo vediamo come un'involuzione peggiorativa del come eravamo, mentre è solo e banalmente un cambio di paradigma che solo la vita può determinare.
sabato 25 aprile 2015
25 aprile
Chi ha poca memoria parla di guerra civile.
Chi ha poca memoria parla di foibe.
Chi ha poca memoria parla di partigiani comunisti.
Non c'è stata una guerra civile, c'è stato un popolo che grazie all'aiuto di altre nazioni libere si è emancipato da un potere oppressivo, razzista e sanguinario, alleato del genocida Hitler.
C'erano due parti, una sbagliata e una giusta e il fascismo non stava dalla parte giusta.
Chi parla delle foibe non conosce, o non rammenta per disonestà intellettuale, le atrocità commesse dagli italiani fascisti nella Yugoslavia fra il 41 e il 43. I poveri morti delle foibe del Carso hanno pagato per quei crimini, giusto o sbagliato che fosse.
Chi parla di partigiani comunisti non ricorda che le formazioni partigiane annoveravano fra le proprie fila ogni sorta di colore politico. Non fu Stalin a guidare la Liberazione dal nazi-fascismo, furono le idee di libertà a cui facevano riferimento tutti gli uomini liberi o che aspiravano a diventarlo.
mercoledì 15 aprile 2015
Le bassezze della politica.
La stampa, sempre attenta a tutto quello che può muovere le bassesfere del pettegolezzo, si è soffermatqa sullo scontro dell'aristocratica radical chic Boldrini, col fascista (ipse dixit) onesto e tribuno della plebe Di Battista.
I resoconti filmati dell'intervento di quest'ultimo nell'aula mostrano un demostene nostrano nel pieno svolgimento di una filippica, i cui contenuti sono pure condivisibili, se non fosse per l'aridità a cui l'invettiva porta se non è accompagnata da idee e atti conseguenti.
La tematica è sempre la stessa, chi non è con me è contro di me....e ci ricorda tempi bui per la nostra libertà, sia individuale che collettiva.
Il dito indice puntato, a significare lo scarico della responsabilità di essere complice paritario dei rei additati... come se bastasse individuare le criticità per assurgere al livello di risolutore delle tematiche.
Purtroppo non è così. Anche da noi la Cosa Pubblica è diventata un campo di calcio, nel senso stretto del termine e sugli spalti si accalcano orde di ultras pronti a sostenere il proprio idolo e a fischiare quello nemico, perchè di nemico si tratta.
Quindi assistiamo a una feccia osannante questo figuro.... perchè "gliele canta chiare".... come se fosse un merito. Il merito, semmai, arriva quando fai qualcosa che indichi una strada a tutti, anche a quelli diversi da te, ma non rientra nelle logiche culturali dei depositari della verità.
Dall'altra una statua di marmo, scolpita nel suo ruolo di difesa del diritto alla parola, tanto per ispirarsi manieristicamente a Voltaire.
Uno spettacolo degno solo di essere coperto dai conati di vomito.
Ennesima dimostrazione dell'inefficacia della democrazia, unico sistema che permette all'oligarchia al potere di convincere la maggioranza ignorante a consentirle di curare l'interesse collettivo, pacciando il proprio illecito arricchimento per Bene Comune.
lunedì 23 marzo 2015
Poveri Lupi
La gogna a cui i cialtroni prestati alle idee altrui hanno sotto posto il "povero" Maurizio Lupi reo di non aver fatto nulla, se non di avere chiesto una sistemazione per il figlio, pone seriamente il problema della buona informazione e della moda dei tribunali del popolo, in cui l'ultimo dei cialtroni, al soldo di chi, dichiaratamente, vuole che rabbia e "eventuale" violenza siano ricondotti ai canali istituzionali del nulla.
I tribunali del popolo hanno inveito contro il povero ciellino perchè cercava un lavoro al figlio....tutti puri, nessuno di loro avrebbe fatto lo stesso a parti invertite, tutti avrebbero avviato la fastidiosa trafila dei curriculum e delle porte a cui bussare.
Tutti questi mentecatti dell'onestà che vogliono vedere praticata, ma che in massima parte non praticano. E così scendono in campo le menti più illuminate, per spiegare alla feccia cosa deve pensare.
E così che si getta il Paese nel vuoto, un Paese opportunista, corporativo, in cui il merito è sostituito da sempre dagli "amici degli amici", siamo il popolo del "latore della presente", quello che ha sostenuto a ogni pie' sospinto il voto di scambio e che ha succhiato nell'illecito finchè ha potuto.
Oggi i cialtroni scoprono la corruzione, il malaffare.... eppure questi comportamenti nascono dalle piccole cose, dalla mancia non dovuta all'infermiere per un occhio di riguardo al nostro caro, al regalo all'impiegato che deve apporre il timbro su quella determinata pratica.....siamo noi o no? Quelli che si fanno levare le multe dall'amico e che approfittano sempre dell'amico per avere prima l'accertamento clinico o la visita specialistica? Siamo sempre noi?
La maggior parte delle attività quotidiane è gestita dalla rete di conoscenze, senza, ci sarebbe solo da pagare.....e a nessuno piace pagare, lo si vede bene dall'atteggiamento che abbiamo nei confronti del fisco.
Tutti urlano....ma se fossero più basse, se fossero al due per cento, ci sarebbe comunque la corsa all'evasione, è un fatto culturale, da noi chi frega lo Stato è un furbo, in altri Paesi un delinquente da perseguire.
Nonostante ciò, pretendiamo una classe dirigente che sia diversa da noi, che ci moralizzi e che ci redargiosca quando sbagliamo, ma senza sanzioni, per carità.
Povero Lupi, reo di niente se non del fatto di essersi comportato da italiano medio.
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