sabato 11 aprile 2020

Il Caso

Le possibilità che un evento si verifichi, sono soggette a un numero di variabili che non è filosoficamente calcolabile. Il Caso è questo, un insieme di tessere che possono arrivare a comporre svariati mosaici, tutti con soggetti diversi e tutti con protagonisti diversi, in scenari mai uguali, per quanto simili.
Dobbiamo ammetterlo, la verità è questa, non è il Caso che decide delle nostre vite, sono i piccoli accadimenti, che si combinano fra di loro in modo sempre diverso e che determinano l'andamento delle cose, in eventi talvolta simili, ma mai uguali.
Abbiamo sempre pensato che il significato, questo genere di operatività, potesse essere racchiuso nel termine "casuale", a specificare come l'artefice di tutto fosse il Caso, il Destino.
È questo il nostro problema, la figura del demiurgo, di un dio che pianifica e dà esecuzione alle nostre vite, che ci semplifica la difficoltà di scegliere, liberandoci di ogni responsabilità, ci è sempre piaciuta molto.
Altro pensiero o riferimento, in alternativa, è, era e rimane troppo complicato; Dio è Entità e nella nostra mente è difficoltoso ridurlo a composizione random di piccoli infinitesimali attimi, quasi che anche l'Eterno possa trasformarsi in una macrocomposizione molecolare.
E così la vita scorre secondo un disegno che è casuale anche per Dio, che tutto sa, o dovrebbe sapere, ma non essendo un mago e non avendo la sfera di cristallo, a dispetto dell'onniscienza, è soggetto, suo malgrado al capriccioso movimento delle nanoparticelle che compongono non solo Lui, ma anche l'intero Universo che lui pensa erroneamente di aver creato con un progetto personale, in cui l'incontrollabile è il Demone suo antagonista.
Piano piano di fa strada il sospetto che l'ordine nel Caos sia un'idea che ci siamo creati, inventati apposta perché mal sopportiamo che un Caos che non comprendiamo, né controlliamo, possa essere l'artefice di ogni cosa e che tutto ruoti, non intorno ed Esso, ma cerchi di barcamenarsi all'interno di esso.
È in tal modo che la nostra scomposizione dopo la vita non si riallinea con Dio o con l'idea che di Lui ci siamo fatti, ma con le micro/nano/particelle che compongono il Caos, in una combinazione sempre diversa e irripetibile, per quanto simile a miliardi di altre combinazioni..
Non è il Caso, è il Caos

mercoledì 1 aprile 2020

L'Europa e l'Italia

Ma davvero l’Unione Europea sta abbandonando l’Italia a sé stessa?In realtà se il nostro Paese non è ancora saltato per aria sotto i colpi della speculazione sul debito è proprio grazie all’Unione Europea. In particolare grazie alla BCE (la banca centrale dell’UE) che, mettendo in campo quasi 1.000 miliardi di euro (250 dei quali sono per l’Italia), sta tenendo bassi i tassi di interesse.
Non solo. molti paesi dell’UE come Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio, Lussemburgo e altri sostengono apertamente l’Italia. Quindi è falso dire che l’UE sia contro l’Italia.
In realtà a non sostenere l’Italia sono solo alcuni Stati.
Anzi: solo alcuni governi (visto che le opposizioni in quei Paesi si sono dimostrate più ragionevoli) come Olanda e Germania.
Qual è il loro problema?
Il punto è questo.
Siccome l’Italia è indebitata a livelli spaventosi, perché gli italiani hanno sempre preferito politici che fanno debito e tutelano gli evasori fiscali, cacciando e lapidando quelli che hanno provato ridurre il debito e combattere l’evasione, ora l’Italia non è pronta alla crisi in atto. Non ha messo da parte nulla. Altri sì.
E cosa chiede (anzi, pretende) ora l’Italia?
Che gli altri popoli che hanno ridotto il debito e combattuto evasione e sprechi, ci diano i loro soldi (non quelli dell’UE, ma i loro).
Pretendiamo gli eurobond.
Pretendiamo cioè che loro garantiscano per noi con i creditori.
Davvero, davanti a questo, vogliamo pensare che la Germania abbia così torto?
Noi ci comporteremmo diversamente?
Le nostre destre si sono strappate le vesti perché l’altro giorno l’Italia ha prestato (non donato, prestato!) appena 50 milioni (esattamente la cifra rubata dalla Lega Nord) alla Tunisia.
Però pretendiamo che gli altri diano a noi i miliardi.
Il sovranismo, bellezza.
Il paradosso è che se la Germania non ha torto, non ha nemmeno ragione.
La Germania (non l’UE, che non c’entra nulla) sbaglia perché non si rende conto che un eventuale tracollo dell’Italia, comunque, travolgerebbe anche lei. E per risparmiare 10 oggi, rischia di pagare 1000 domani.
Ci sono poi migliaia di morti di mezzo, dolore, sofferenza. E questa non può esserci imputata come una colpa.
E allora la Germania si faccia due conti.
E li faccia fare pure all’Olanda che da anni, col suo regime fiscale “paradisiaco”, drena scorrettamente investimenti dagli altri Paesi.
Se la Germania non vuole gli eurobond non ostacoli almeno l’utilizzo da parte dell’Italia dei soldi del MES, eliminando però le condizioni. O altre soluzioni per affrontare questa emergenza.
La Germania ha l’occasione di salvare l’Italia, l’Europa, di mettere a tacere i nazionalismi stupidi e cambiare la sua immagine. Se il governo tedesco non vuol farlo per generosità, lo faccia almeno per tutelare sé stesso.
E lasciate in pace, per cortesia, l’UE.
Soprattutto voi sovranisti. Che se l’UE non ha oggi i poteri di bypassare la Germania è anche e soprattutto grazie a voi e alla vostra propaganda.
Quindi muti. Per cortesia.
E decenza.
di Emilio Mola

sabato 21 marzo 2020

La morte verrà all'improvviso.

Sono tempi bui, c'è voluta una minaccia di morte virale, per scuotere il sistema fino alle fondamenta. E ce ne vuole, il tanto decantato popolo, anzi Popolo, quello che ha sempre ragione, quello che è sovrano, quello che è anima di follie come uno vale uno, quel popolo lì ha voluto mostrarsi in tutta la sua più totale mancanza di senso del collettivo.
I fatti sono noti a tutti, la lotta contro un agente invisibile porta a lottare per il mantenimento delle proprie abitudini e dei propri stili e così, anche stavolta il popolo italico ha dimostrato che non sa essere popolo, ma solo insieme di tante piccole, quanto insignificanti individualità.
Quindi affollamenti che considereremo ingiustificati, alla luce degli allerta lanciati da tutti gli organi di tutela della salute pubblica, tanto che si è dovuto ricorrere a decreti governativi per limitare la libertà di tutti e, probabilmente, non è finita qui.
L'indifferenza ha lasciato ben presto il posto all'ansia e poi al timore, che è ben presto diventato paura. Sono bastate le immagini di un pugno di camion militari che trasportavano bare, per diffondere l'allarme.
Improvvisamente l'italiano medio ha scoperto che si muore. ha scoperto che le movidas non sono sinonimo di elisir di lunga vita e che un nemico silente si può e si deve combattere, cambiando seriamente il paradigma di riferimento.
Questo improvviso cambiamento getta ben nuove luci sui nostri convincimenti e sul nostro pensare la nostra vita, sia individuale, che collettiva. 
La nostra vita, fatta di rapporti virtuali, superficiali e di facili tornaconto, per la prima volta dal tempo della guerra, mostra la sua fragilità e la sua inconsistenza, di fronte al primo vero ostacolo che dimostra a tutti come sottile sia la linea rossa che demarca il respiro. Proprio quel respiro che il virus contribuisce a minare.
Eppure, nel frastuono dei riti scaramantici, della paura di perdere il proprio status privilegiato di "vivo", pochi si soffermano sul fatto che è un buon periodo per morire, in questa terribile vicenda si muore in pace. 
Si muore da soli, dicono i sanitari esperti solo di soccorso e non di etica. Si muore sempre da soli e, nel momento del trapasso, poco importa che ci sia qualcuno, la natura provvede a fornirci quel tanto di inconscienza che basta per passare il guado senza rendersene conto. La porta del nuovo stato si apre quasi senza cigolio alcuno.
È in questi frangenti che il funerale diventa un rito collettivo, tanto confortante, quanto inutile, di chi resta. Ed è questo che manca, mancano i funerali, manca il poter dire "è spirato tra le mie braccia", manca il ritrovarsi vivi intorno a una salma per poter affermare la propria essenza, manca quel rito che proietta un mondo dei "Più" una dimensione che diventa Paradiso o Karma a seconda delle esigenze di sopravvivenza di chi le pratica.
Paradossalmente viene indicato come critico uno dei pochi punti positivi di questa sventurata epoca, in cui ci si è convinti che morire in compagnia sia possibile e che sia un'esperienza migliore del morire da soli. De André ci aiuta sempre, quando si tratti di esplorare le pieghe peggiori dell'animo umano e chiudiamo con lui.

La morte verrà all'improvviso
avrà le tue labbra e i tuoi occhi
ti coprirà di un velo bianco
addormentandosi al tuo fianco
nell'ozio, nel sonno, in battaglia
verrà senza darti avvisaglia
la morte va a colpo sicuro
non suona il corno né il tamburo.

domenica 2 febbraio 2020

Motti dello spirito

Giornata fra buio e monitor quella di ieri, notte un po' cosi, ma oggi è un altro giorno.
No stress e no rotture di coglioni è un ottimo slogan, il 2020 viene così caratterizzato come se fosse, finalmente, l'anno della svolta.
Sappiamo bene che il mondo è una gara di slalom fra le rotture di cazzo di cui non riusciamo a liberarci e rari momenti in cui respiriamo gioia, se non proprio felicità.
Sono quelle seccature, fra le quali zigzaghiamo per tutti i giorni della nostra vita, che assorbono la gran parte del nostro tempo.
L'importante è non cadere, o almeno non rompersi una gamba
Bene, andiamo incontro al nuovo mezzogiorno

Cambiamenti e simpatia.

In effetti, potrei anche mettere da parte il personaggio, non mi è facile e ci vuole esercizio, ma potrei.
Oddio, troppe cose dovrei cambiare e non so se ne ho voglia, anzi, non ne ho.
I cambiamenti epocali si addicono ad altri momenti della vita, ora occorre vivere al meglio quello che viene chiamato "quel che resta"
Amarmi un po' lo faccio già, per quanto riesca a digerire, non mi sto sempre simpatico, questa è la verità.
Andiamo avanti

Dell'infelicità

Ieri è stata una giornata piena, senza un momento per respirare, musica chiacchiere e amicizia o qualcosa di simile a un suo simulacro.
Stanotte sono stato folgorato da un pensiero che dovrò sviluppare, anche se non so ancora che taglio dare allo svolgimento del tema, quello vero.
L'assunto è semplice, l'infelicità non è dignitosa, come non lo è il mancato rispetto del concetto di libertà, si tratta quindi di capire come sviluppare questi due concetti, semplici solo in apparenza.
Siamo tutti soggetti a quelli che Shakespeare chiamava "gli strali di un'avversa fortuna " che ci ha lasciato segni e cicatrici. Siamo contenti di quello che siamo? Non saprei, forse si e, comunque, c'è una sola soluzione al non essere contenti, sopprimersi.
La nostra strada è stata tracciata anni fa e l'intricato intreccio di bivii attraversati, ne costituisce l'ossatura.
Questo siamo.

domenica 15 dicembre 2019

Reiterazioni

Azione iniziale                     Reiterazione

Buttante                                Ributtante
Dere                                      Ridere
Volta                                      Rivolta
Danciano                               Ridanciano
Belle                                      Ribelle
Petizione                                Ripetizione
Guardo                                   Riguardo
Voltella                                   Rivoltella
Nato                                        Rinato
Ciclo                                       Riciclo
Nculo                                      Rinculo
Torno                                      Ritorno
Sacca                                      Risacca
Cusare                                    Ricusare
Dicolo                                    Ridicolo
Nfusa                                     Rinfusa
Cotta                                      Ricotta
Trovo                                     Ritrovo
Baldo                                     Ribaldo
Bassi                                      Ribassi
Mmel                                     Rimmel
Vedere                                    Rivedere
Catto                                       Ricatto
Gurgito                                    Rigurgito
Nnovo                                     Rinnovo
Sicata                                       Risicata
Temprare                                 Ritemprare
Solvere                                    Risolvere
Soluto                                      Risoluto
Soluzione                                 Risoluzione
Battuto                                     Ribattuto
Bollita                                      Ribollita
Salto                                         Risalto
Sorto                                         Risorto