Siamo certi che in questa stanza ci stiamo tutti? Lo chiedo perchè la mia intelligenza occupa tantissimo spazio.
domenica 5 agosto 2018
Credulità.
La gente crede più ad una grossa menzogna che ad una piccola; e se viene ripetuta abbastanza spesso la gente prima o poi ci crede. (Walter Langer)
Cretinocrazia all'attacco
Quelli dei governi di prima erano peggio, molto peggio, erano collusi con le banche, hanno trovato subito 20 miliardi di euro per salvarle dal fallimento, togliendo risorse alle povere signore anziane che non arrivano a fine mese.
Hanno fatto accordi con le multinazionali del farmaco, rendendo obbligatori inutili vaccini, solo per intascare tangenti.
Hanno difeso a spada tratta gli interessi dei poteri forti, andando a pranzo da Soros e a cena dai rappresentanti di Bildeberg.
Hanno comprato inutili aerei da difesa, pagandoli venti volte il loro valore, nonché un Jet faraonico per portare il Capo del Governo a fare le vacanze a Torvaianica.
Per fortuna, tutto questo è finito e ora abbiamo a rappresentarci persone del popolo, per il popolo, che faranno solo gli interessi del bene collettivo.
Questa è la nuova classe politica.
martedì 10 luglio 2018
La musica e l'anima.
Ci sono periodi in cui la vita sembra non offrire orizzonti di cui gioire, salvo l'apparire improvviso di un miracolo, una mano tesa del tutto inaspettata, sotto forma eterea, impalpabile, una di quelle forme che puoi solo illuderti di poter fare tua, ma che (in realtà) si aggira senza posa per il mondo, al solo scopo di dare aiuto a chi ne ha bisogno.
Il miracolo ha le sembianze di un nero ottantenne e di un bianco poco meno che settantenne, chitarrista il secondo e polistrumentista il primo; i signori Charles Lloyd e Bill Frisell.
Era stata una giornata calda, una di quelle che possono verificarsi nel mese di luglio, una giornata difficile, non si fanno mai incontri, semmai sempre e solo scontri. Una giornata di quelle che vorresti avessero un'altra impronta e, invece, hanno quell'impronta lì e non ci puoi fare nulla, se non accettare che le cose vadano come vogliono, rassegnandosi al fatto che tu puoi fare ben poco.
La fortuna ha voluto che siamo partiti verso le 19.00 con un conoscente, forse amico, sicuramente condivisore di passioni più o meno accentuate, in particolare quella per la musica, sia suonata che ascoltata.
Meta della gita il Jazz Festival di Empoli, nella bellissima ambientazione della piazza Farinata degli Uberti, di fronte a una bellissima collegiata, di cui ignoravo l'esistenza, e una restaurata fontana dei leoni.
Sul sagrato erano già schierati strumenti e cavi in ordine più ordinato i primi, più casuale i secondi. Una batteria di marca sconosciuta, due amplificatori, un microfono Neumann al centro della scena e peluche assortite sotto un Fender valvolare.
L'attesa si preannunciava lunga, ma chissà, forse ne sarebbe valsa la pena.
Ci spostiamo presso un banco di alimenti, a lato della piazza, dove ci somministrano una dietetica porchetta adagiata dentro un inconsistente panino, una birra leggera e la cena è risolta (viva la dieta).
Non possiamo fare altro che vagare per la piazza alla ricerca di un caffé e una ritirata, ove poter svuotare i contenitori di liquidi organici. È un piano di semplice realizzazione e viene realizzato.
A questo punto non rimane che accomodarsi ai nostri posti: fila H, poltroncine 23, 24 e 25, in posizione sufficientemente centrale e ragionevolmente ravvicinata.
Sono le 21.40, quando una minigonna sale sul sagrato con un microfono, lanciando ringraziamenti tutt'intorno e dilungandosi nella competenza e bravura degli organizzatori, che hanno contagiato persino la capitale, Firenze, che ospiterà alcuni eventi da essi stessi proposti e organizzati. Il pippone non è eterno, per fortuna, e arriva il momento in cui viene annunziato il quartetto capitanato dal vegliardo Charles Lloyd, con Bill Frisell. Reuben Rogers e Eric Harland.
I due anziani e i loro badanti prendono posto rapidamente e si capisce subito che ci sarà del filo da torcere per le nostre menti prevenute, la musica incomincia a fluire liscia, su una base solida, vagamente funky, portata aventi dai due giovanotti che cominciano a costruire un castello inespugnabile intorno ai due veterani, che cominciano a tessere le loro arie, con piglio che non ci si aspetterebbe.
Il concerto scorre tranquillo e cambia il senso della giornata. Quasi quasi non dormo, così mi perpetuo il benessere che provo (meritatamente) dopo giorni forse troppo complicati.
domenica 1 luglio 2018
Contratto inciuciato
Peter Gomez, autorevole direttore del ilfattoquotidiano.it, ha sostenuto e sostiene che la grave colpa del PD (partito democratico) sia stata quella di non rispondere al richiamo di alleanza di Governo (ora si chiama contratto, prima inciucio) lanciato dal Movimento Cinque Stelle (grillini), ignorando i segnali di contiguità che il programma del "cambiamento" rappresentava e rappresenta, aprendo così le porte alla Lega dell'instancabile Matteo Salvini.
Premesso che non era indispensabile formare un Governo con persone con cui non si condividono né ideali, né obiettivi, se lo si fa, significa che i provvedimenti presi in accordo sono accettati per buoni, con le idee di Paese che sottindendono. Ma non è questo il nodo focale.
Peter Gomez è lo stesso che sostiene (quando chiede i soldi in rete a sostegno del suo giornale digitale) di rappresentare la libera informazione, un presupposto importante.
Vediamo come stanno insieme le due cose, l'istanza di alleanza di Governo sdegnosamente ignorata dal PD (partito democratico) con la libera (e corretta, aggiungeremmo) informazione.
I dem, come li chiamano quelli a la page, non hanno una strategia comune, non hanno un programma comune e non hanno una classe dirigente spendibile, essendo stata sputtanata brutalmente nei tre anni di Governo pre Gentiloni, tutta l'intellighenzia del giglio magico e con essi il tentativo di egemonizzare il pensiero di sinistra su posizioni quasi dorotee.
Questa debolezza intrinseca al partito, avrebbe rappresentato il più comodo alleato di Governo per i seguaci della Casaleggio S.r.l., avrebbero avuto i voti per realizzare un programma irrealizzabile, sapendo di non poterlo realizzare, ma avendo a portata di mano il capro espiatorio ideale a cui addossare le colpe del fallimento: l'alleato di governo.
Bene ha fatto il PD (partito democratico) a tirarsi indietro da questo abbraccio mortale, che lo avrebbe devastato più di quanto non lo abbia fatto la tornata elettorale non l'infausto (per esso) esito delle urne.
Male ha fatto il Movimento fondato da Grillo ad accettare l'inciucio (contratto) con la Lega che, al contrario del PD (partito democratico) una leadership forte, molto forte, fortissima, ce l'ha, e ha anche una classe dirigente di prima qualità, con pluridecennale esperienza amministrativa e di governo.
I fatti sono che la Lega in pochissimo tempo ha accresciuto in modo iperbolico il proprio consenso, mentre il Movimento dell'honestà ha perso consensi ovunque.
In pratica, l'estrema destra leghista se li sta divorando, con buona pace di tutti quegli ideali di progresso e di giustizia sociale che tanto cari sembrano essere a tutti, ma che in realtà non vengono perseguiti da nessuno.
sabato 9 giugno 2018
Dalla fantasia alla realtà
Ci corre l'obbligo di rivalutare quei geni di Magnus & Bunker che, in tempi assolutamente lontani, avevano percepito e preannunciato l'arrivo di un supereroe anomalo, che sovvertiva il paradigma a cui ci avevano abituato i suoi predecessori, quelli che spendevano la propria esistenza curando la difesa dei più deboli.
Lui no, lui depredava i poveri per donare ai ricchi ed era (probabilmente) per questo motivo che si era meritato quel nomignolo, un povero ubriacone che non aveva capito il mondo e si adoperava nel modo sbagliato, sotto l'influenza nebbiosa dei fumi dell'alcool.
Superciuck compare nel fumetto di Alan Ford nella lontana estate del 1971 e diventa parte integrante delle storie che ruotano intorno all'attività del gruppo TNT.
Questa l'intuizione, ma chi mai avrebbe potuto immaginare nel '71 che quel supereroe si sarebbe incarnato nella realtà politica italiana e avrebbe addirittura conquistato forti posizioni di potere? Nessuno, chiaramente nessuno.
Nella logica delle cose c'è che i più deboli e poveri comprendano che la loro salvaguardia è appesa alla loro capacità di unire le forze e arginare, per quanto possibile, lo strapotere della classe più ricca e potente.
Be', disilludiamoci, quello che è accaduto col libero e democratico voto degli italiani, non ha spiegazioni se non nell'autolesionismo di cui avevamo apprezzato le caratteristiche nell'arguto libello "Il Discorso sulla servitù volontaria" (Discours de la servitude volontaire o Contr'un) del mai troppo apprezzato Étienne de La Boétie, che intorno alla metà del 1500 aveva intuito il nocciolo di un pensiero che fu poi ripreso dai padri del pensiero anarchico e non solo..
« Vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e città, tante nazioni a volte, sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato. Da dove ha potuto prendere tanti occhi per spiarvi se non glieli avete prestati voi? come può avere tante mani per prendervi se non è da voi che le ha ricevute? Siate dunque decisi a non servire più e sarete liberi!».
Sta di fatto che il popolo ha eletto a proprio "conducator" due leader di due forze che hanno promesso e pianificato di favorire le classi più abbienti, ovviamente a danno delle più deboli.
Come sia potuto accadere tutto questo è da ricercare nell'incapacità delle forze, che hanno detenuto il potere per oltre tre decenni, di lavorare in modo da contemperare le esigenze pur lecite dell'economia, con quelle, altrettanto sacrosante della larga base elettorale e, soprattutto, di comunicare correttamente e compiutamente il proprio operato, in modo da condividere il cammino con quel popolo a cui dovevano rendere conto e che avrebbero dovuto non tutelare al meglio contro ogni avversità.
Il periodo di grave crisi economico sociale, non ha favorito la lettura degli eventi, così come la comparsi di figure molto discutibili, che hanno basato i loro interventi su base autoreferenziale, pensando a più riprese di poter controllare le reazioni, sbattendo la faccia contro un muro di realtà avversa.
Tuttavia, per quanto sia comprensibile e condivisibile lo strappo coi vecchi tiranni, lo è meno questo abbraccio mefitico coi nuovi, che non si nascondono (va a loro merito) dietro bugie, esponendo chiaramente il loro pensiero di dissesto in tempi medio-brevi del Bene collettivo, adducendo spiegazioni su improbabili, se non impossibili benefici che le loro scelte porterebbero alla collettività.
È vero che le favole piacciono e, dopo periodi di grande carestia e incertezza, sentirsi raccontare che tutto questo può essere lasciato alle spalle e si può ritornare a stare bene come nel passato, è una prospettiva oltremodo allettante.
Abbiamo avuto modo di vedere davanti al Parlamento che ci rappresenta tutti, il nuovo Presidente del Consiglio che ci ha illustrato un piano d'azione in cui c'è tutto per tutti. una pianificazione che solo un deficiente potrebbe disprezzare, in pratica si prospetta una drastica riduzione delle tasse, assistenza a chi si trova temporaneamente in difficoltà, in attesa di un'occupazione, livello dei servizi inalterato, quando non accresciuto, il tutto pagato con la riduzione dei benefici dei parlamentari e con il taglio delle pensioni oltre i 5.000 euro netti. Tutto questo, senza ovviamente dimenticare di ridurre in modo significativo il nostro debito pubblico e migliorare la vita di tutti i cittadini.
Chi avrebbe mai detto che una cosa così enunciata si sarebbe potuta attuare in modo tanto semplice?
Eppure questo è quello che accade e il futuro, come sempre dalla notte dei tempi, diventerà presente molto presto.
martedì 17 aprile 2018
Chi non voleva esserci
Chi non voleva esserci è migrato altrove, dove cade la pioggia di altri temporali, dove la terra è asciugata da altri soli, dove ululano i lupi a un'altra luna e dove si seguono nuovi sentieri per le stesse mete.
Chi non voleva esserci non c'è stato, ha preferito bagnarsi in altre acque, godere del profumo di altri prati, dove pascolano altri armenti guidati da altri pastori e dove si segue un altro corso d'acqua per arrivare allo stesso mare.
Chi non voleva esserci si è eclissato come il sole dietro la luna o come la luna dietro al sole, come un ladro dopo il furto e come un amante dopo l'amore, come una vergogna di un essere senza pudore, come un soffio leggero sui petali del soffione.
Chi non voleva esserci, ha preferito altro, un nuovo mondo, un nuovo bosco, nuova aria sotto un altro cielo, nuove nuvole e nuovi venti freddi, oppure caldi a seconda del bisogno.
Chi non voleva esserci e ambiva a un'altra vita è stato servito, sotto ogni stella, per quanto sia diversa, le cose sono uguali dappertutto e anche le persone cambiano solo di fisionomia, per il resto è tutto come è sempre stato, la stessa legge regola il mondo e tutte le cose e la ricerca del nuovo cozza contro la logica del tempo.
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