domenica 8 novembre 2015

Centro

Le categorie di destra e sinistra vengono dichiarate superate dai più.....non esistono più, neanche per chi aveva avuto degli ideali che lo avevano, in qualche modo, aiutato a crescere.
Tutto finito. non ci sono più valori di destra o di sinistra, tutto è stato abbandonato in nome di un variegato qualunquismo di centro sindestra, ispirato all'insignificante parola di "onestà".
Eppure, le categorie erano state create per individuare correnti di pensiero divergenti, quando non in conflitto, che fungevano da catalizzatore per visioni diverse della vita e della società. La differenza c'era, eccome e, per quanto ne dicano alcuni soloni dei tempi nostri, non può essere ignorata, non si può andare oltre, come non si può prescindere dallo schierarsi, dall'avere un pensiero che aiuti la composizione di una visione di quello che per noi rappresenta "l'Utopia", la società ideale.
Stabilire se il mondo in cui aspiriamo a vivere abbia determinate caratteristiche, non è un progetto che può mettere tutti d'accordo, è argomento di discussione e compromesso, altro che onestà.
L'onestà è il requisito minimo richiesto per qualsiasi persona aspiri a vivere in una società civile. Oppure sono ladri solo quelli che amministrano e quelli che rifuggono i loro doveri verso la collettività sono da considerare con indulgenza?
Un vecchissimo detto popolare recitava che "il bue diceva cornuto all'asino" a significare in modo più incisivo il motto evangelico della pagliuzza e del trave.
Ecco, oggi siamo a questo punto, con un malaffare diffuso fin dai gradini più bassi della società. che ignora i più elementari comportamenti di convivenza civile, eppure, tutti guardano il dito, invece della luna, allo stesso modo con cui contemplano le pagliuzze negli occhi altrui.
È di tutta evidenza che una siffatta società esprima una classe dirigente a propria immagine e somiglianza, ma questo pare sfuggire ai giacobini contemporanei, che vedono il male nei potenti e non lo vedono nel loro popolo, che quei potenti contribuì a insediare, perchè il viatico del ripensamento e del pentimento, cancella tutti i peccati, di qualsiasi natura essi siano.

mercoledì 21 ottobre 2015

Gli esperti

Vedo che le discussioni politiche sono diventate il nuovo cult di questo Bar Stadio virtuale.
Una volta eravamo tutti preparatissimi sulla migliore formazione della nazionale da far scendere in campo per vincere il mondiale, o l'europeo o l'amichevole.
Le sconfitte erano colpa dell'allenatore che aveva lasciato a casa il nostro pupillo e......
Poi Lui "scese in campo" e le mezzale si trasformarono in onorevoli e siamo, improvvisamente, diventati un popolo che sa di politica economica, finanziaria, estera, interna, che sa di scuola e di esercito, che sa di sanità e che saprebbe come ribilanciare il deficit dello Stato nel giro di un amen.
Siamo un popolo agguerrito che avrebbe dichiarato guerra all'India per liberare due militari.
Siamo un popolo determinato che avrebbe zittito la potente Germania, mandando in frantumi il tavolo del Cancelliere con un pugno.
Siamo un popolo laico, sempre pronto a zittire chi dissente dalla CEI o dal Papa o dal Parroco.
Siamo il popolo del "ghe pensi mi" applicato a qualsiasi sfaccettatura della Cosa Pubblica......
L'ascesa inarrestabile di MasterChef e altri programmi di cucina fa ben sperare che l'attenzione si sposti e che, poco alla volta, da navigati politicanti ci trasformiamo in esperti di ingredienti e spezie e piatti prelibati, sempre pronti a dimostrare di che pasta siamo fatti.......
Il Bar Sport non chiude mai.

sabato 5 settembre 2015

Il racconto

E quindi? dopo i viaggi ci sono i racconti e poco importa se i luoghi e le persone e le cose di cui si narra siano realmente esistiti o siano solo frutto della nostra immaginazione, peraltro molto fertile in certi momenti.
Si racconta per intrattenere, si racconta perchè, alle volte, il confine tra realtà e immaginazione è estremamente labile, quasi impercettibile, se non, addirittura, inesistente..

Quello che era successo.

Non c'era stato nessun reato, era semplicemente accaduto un incidente, di quelli che vanno messi in preventivo nelle pieghe della vita, fra le cose che succedono nostro malgrado.
Nessuno poteva prevedere lo sciogliento della cera che faceva da collante alle ali di Icaro, non possiamo parlare di errore di progettazione e cercare una qualche negligenza nell'idea di Dedalo.
Forse i materiali non erano i più consoni, ma usati con la dovuta accortezza avrebbero assolto egregiamente ala loro funzione.... ma è andata diversamente.
Il mondo è proprio cambiato, prima era mosso dalla curiosità della scoperta, dell'avventura; ora da poveri legulei in cerca di soldi facili e da un popolo becero, zotico,stupido e ignorante in cerca solo di un colpevole a cui addossare il proprio disagio di vivere.

venerdì 7 agosto 2015

Potere

Chi pensa di avere controllo o influenza sullo svolgimento degli eventi,si rassegni, il Caso muove come pedine lo svilupparsi dei fatti e fa sì che le cose si realizzino a proprio piacimento secondo il suo umore.

La felicità

Il concetto di felicità è di per sé volubile e volatile, per quanto ognuno lo vorrebbe solido e duraturo.
La felicità si calibra sulle specifiche dettate da ciascuno e a queste cerca di adattarsi nei limiti, comunque, della propria essenza aleatoria, di cui, però, sembra che nessuno voglia tenere conto.
Il concetto di felicità, come la felicità medesima è un attimo, una particella spazio temporale che dura quanto un click.....e non è detto che lo scatto di un meccanismo di precisione non riscaldi il cuore, oltre che la canna.fumante della pistola

(grazie a John Lennon per essere esistito)

sabato 1 agosto 2015

Attimi

Un attimo prima la superficie era intatta.
Questione di attimi.
Un attimo dopo un click impercettibile, un foro sulla siperficie e un fiotto di fluido rosso che si  espandeva con inaspettata forza verso l'esterno.
Il prima e il dopo, regola base di tutte le cose.
Il terribile e definitivo sistema binario che decide il tutto.
In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In Out, In


OUT