lunedì 3 ottobre 2011

Il successo

Da qualche giorno mi chiedo cosa determini il successo di un essere umano e quando questi possa considerare di avere raggiunto il proprio fine e, quindi, avere avuto successo.
Probabilmente il tempo che avanza acuisce la necessità, o presunta tale, di fare dei bilanci e porsi domande sulla propria vita e sul senso che le abbiamo impresso.
Il problema, quando si entra in questi labirinti, è che non tutti sono d'accordo su cosa stabilisca il successo. Nella storia dell'umanità si è andata spesso consolidando la convinzione che la bilancia sia mossa dal verbo avere, con buona pace di Fromm.
Nel mondo contemporaneo, il denaro è un parametro molto ricercato per stabilire il grado di successo di ciascuno, ma anche la popolarità è un parametro importante. Diciamo che le sinergie fra diversi requisiti concorrono a muovere la classifica verso i primi posti.
Sappiamo quindi che molti di noi spendono la propria vita arrabattandosi fra mille problemi di concretezza quotidiana e che, alla fine, cercheranno la dignità nella pensione che si saranno guadagnati e nelle quattro mura che ospiteranno i loro uiltimi anni.
Una desolazione, in pratica costoro saranno vissuti inutilmente e non potranno vantare un palma res di successo. Degli esseri senza alcun significato umano, ecco!
Di contro ci sono tendenze di pensiero che mirano a svalutare ciò che si ha, privilegiando, nel giudizio finale, ciò che si è. Ed è qui che casca l'asino, perché chi ha, sarà ben felice di tenersi le sue cose e plaudire a chi "è", mentre chi è, avrà nel profondo del cuore l'amarezza di invidiare in qualche modo chi "ha" poichè questi gli ha portato via parte di ciò che la natura gli aveva riservato.
Come si vede, non c'è uscita e chiedere che senso ha la vita può portare a un circolo vizioso in cui il buon senso è l'unica cosa che manca.

venerdì 30 settembre 2011

Gli industriali

Dev'essere successo qualcosa, gli industriali italiani sono in rivolta nei confronti di un governo e delle forze politiche in esso rappresentate, da essi stessi sostenute sin dai tempi dell'era del Cavaliere.
Sono questi momenti, quelli in cui abbiamo timore per la stabilità dello Stato e dell'organizzazione sociale che fu ideata dopo la seconda guerra mondiale.
Ma non è solo questo, l'industria italiana ha percepito, nel corso del dopoguerra, cospicui "aiuti" dallo Stato che hanno reso il nostro sistema industriale quello che è, più incline alle chiacchere che al lavoro, poco propenso a valorizzare il merito, a vantaggio di altri e più banali criteri di valutazione.
Strano Paese il nostro, una realtà sociale dove le cose succedono per disegno divino, mai per responsabilità di qualcuno che (magari) ha commesso degli errori. No, le colpe le hanno sempre gli altri, mai noi e la stupenda Marcegaglia e coloro che rappresenta non sfuggono, come istituzione, a questa regola..
Se non fosse per merito di quelle migliaia e migliaia di piccoli imprenditori che hanno tirato avanti la baracca collettiva, fino al quasi totale dissanguamento, saremmo stati declassati già da tempo, perdendo la locomotiva per l'Europa e fors'anche per l'Africa mediterranea.

mercoledì 14 settembre 2011

Il benpensante.

Tutti sanno che sono poco interessato alle piccole vicende della nostra politucola, ma capita a volte che l'occhio si posi distrattamente su di un televisore sintonizzato con il dibattito in atto alla Camera dei Deputati, riguardante la manovra finanziaria del mese di settembre, posta in essere dal Governo in carica.
La disattenzione scompare improvvisamente nel seguire le argomentazioni di un canuto e veemente signore occhialuto, impegnato a profondere dati inattendibili e a tacciare di eversivo chi non fosse stato in totale accordo con quanto stava affermando.
Questa degenerazione dei benpensanti, categoria ottimamente rappresentata da questo figuro, hanno solo meriti, nessuna colpa e chi non è con loro è contro di loro, nè più né meno come quel signore di Predappio che tanto fece per questo Paese per ben vent'anni.
Questo è il vero male delle nostre genti, questi pseudo intellettuali degni successori dei terroristi degli anni 70, isolano e discreditano con tutte le falsità possibili i loro avversari, per poi (con abile mossa) invertire i ruoli e fingere di essere agnello, mentre si è lupo.
Onorevole F.C., imparerà mai a confrontarsi serenamente con le persone che vivono una vita dura, vera, priva di quei cospicui privilegi di cui lei gode. Non la paghiamo per dire le falsità che enuncia e nemmeno per essere offesi poiché (su alcune questioni) abbiamo punti di vista diversi dal suo.
Spero che non creda davvero di essere depositario della verità rivelata, privilegio che spetta solo a nostro signore, spero che ogni tanto si ascolti quando parla e che capisca che giocare allo sfascio non gioverà neppure a lei. Non so per quale motivo è diventato un eversore e un terrorista, ma la inviterei a riflettere sul fatto che le idee diverse, anche se contrastanti, sono il carburante della Democrazia che tanto le è cara (a parole), ma evidentemente non abbastanza nei fatti.

martedì 13 settembre 2011

I ricchi

In molti Paesi "avanzati" questa crisi economica viene vissuta con consapevolezza di popolo e nessuno dei ricchi di quei paesi vede qualcosa di strano nel contribuire in modo considerevole alla salute economica del loro Paese. Sono strani i "ricchi" degli altri Paesi. I nostri ricchi sono più ordinanri, meno propensi al bene collettivo, a vantaggio del proprio tornaconto personale. Il patto sociale del popolo italiano si è perduto, non siamo in grado di affermare "per sempre", ma al momento è certamente perduto.
Un popolo che non distribuisce gli oneri in proporzione, a seconda del grado di sostenibilità di ogni singolo, soprattutto in momenti come questi, è opportuno che sparisca, possibilmente senza lasciare traccia.

domenica 11 settembre 2011

11 settembre

11 settembre significa per moltissimi la commemorazione del decennale dall'attentato suicida alle torri gemelle di New York, che tanto scosse le coscienze di tutto il mondo.
L'evento fu vile e di sicuro deprecabile, ma i nostri cronisti del dolore e del sensazionalismo vanno oltre, troppo oltre. Interviste a sopravvissuti all'insegna del "cosa ha provato".... razza di imbecilli, uno si trova in una città verticale che viene colpita da un aereo, che brucia e ammazza un sacco di gente..... cosa vuoi che abbia provato? Paura, terrore, paralisi..... tutta quella gamma di sensazioni che subentrano quando ti rendi conto che la nostra misera vita è talmente provvisoria che un soffio di vento può cancellarla.
Credo che possiamo contare quotidianamente centinaia di migliaia di persone che ingiustamente vengono private della vita. Quei cittadini statunitensi sono fra loro, né meno, né più importanti, sono fra quelli che hanno perso la vita in nome di inutili cause.
Al di là di ogni retorica sarebbe opportuno cominciare a pensare se queste vittime debbano assurgere al rango di eroi o restare a rango di effetto collaterale della follia umana. 
Con un piccolo sforzo da parte di tutti, penso che potrebbero diventare eroi della riconquista della libertà.

lunedì 15 agosto 2011

Toscana

È una terra maledetta.
In nessun'altra terra si è così vicini e così lontani.
Questa è una terra che insegna il campanilismo, la polemica, il pelo nell'uovo e non pratica la solidarietà, la comprensione, il bene comune.
Questa è una terra di egoismi ed egocentrismi, una terra di primedonne, dove l'arguzia cntribuisce al dileggio, allo sminuire gli altri per accrescere sé stessi.
Questa è la terra dove le mezze cartuccce non hanno futuro, solo il genio viene riconosciuto e idolatrato, seppure dopo morto.

sabato 6 agosto 2011

E io non ti pago!

Churchill ebbe a sbottare quando, a fronte dell'ennesima richiesta dei Labour per favorire le misure sociali della Gran Bretagna, si ritrovò a dover corrispondere ben il 17 per cento del suo reddito. "Dove andremo a finire!" esclamò da buon vittoriano. 
Già dove andremo a finire? 
Al giorno d'oggi, se tutti concorressero per quanto dovuto, forse il 17 no, ma la pressione fiscale potrebbe essere più che dimezzata.... ma come si fa a convincere chi non ha prelievi fiscali alla fonte a corrispondere il dovuto? 
In un paese normale non sarebbe complicato. 
Da noi è impossibile.